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Premessa Politica presentata il 25 Marzo 2016

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Premessa
Il 25 marzo 2016, celebrazione del 110° anno dall’Arengo del 1906, assume per tutti i riformisti con questa assemblea un significato in più, che rimarca il valore stesso dell’Arengo, cioè ridare voce ai cittadini.
La sinistra ha avuto nella storia la responsabilità oggettiva di garantire il funzionamento delle Istituzioni democratiche e ne ha promosso la riforma quando gli eventi lo hanno richiesto.
In un contesto in profondo mutamento, determinato dalle trasformazioni in atto nella Repubblica di San Marino, i Riformisti si sono uniti per dare una risposta all’esigenza di democrazia, basata su nuovi modelli di sviluppo economico, culturale e sociale, fondati sulla legalità, che vanno progettati e perseguiti.
I Riformisti sono infatti convinti che risieda nella politica e nella sua capacità di attivare la partecipazione della società civile, l’unica risposta alle condizioni di difficoltà in cui vive il Paese.
L’obiettivo è quello di unire i sammarinesi sulla base di un rinnovato patto di cittadinanza, dare loro la possibilità di sperare che il “domani” sia migliore dell’ “oggi”, rispondere alle istanze dei giovani che temono un destino di precarietà e insicurezza permanenti.
Qualsiasi tentativo di commissariare o sospendere il ruolo della politica, non può infatti che delegittimare la democrazia stessa.

Il contesto internazionale
L’evento che più di ogni altro ha segnato gli anni duemila dal punto di vista economico è rappresentato dal grande crollo subito da un sistema finanziario distorto che aveva prodotto aumenti effimeri di ricchezza in tutto l’Occidente. L’esplosione della bolla speculativa dell’autunno 2008 ha avuto ripercussioni sulle economie nazionali causando perdite di posti di lavoro e fallimenti con pesanti conseguenze sul reddito di milioni di persone.
Questa crisi si inserisce nel contesto internazionale generato dagli attentati dell’11 settembre 2001 che hanno aperto un conflitto, ancora irrisolto, fra Occidente e Mondo Arabo. Sono entrati in guerra Paesi strategici per la stabilità del Mediterraneo come l’Iraq, la Libia e la Siria, la nascita del Daesh e il più grande esodo di popoli che la storia ricordi, stanno modificando radicalmente la vita di tutti gli europei.
Ogni Paese sta cercando di dare una propria risposta a questo tsunami economico e umanitario.
La situazione per San Marino si era fatta ancor più grave, poiché le distorsioni hanno messo a repentaglio l’economia reale esponendola alle sanzioni previste per i Paesi in black list determinando il crollo della credibilità della Repubblica nei rapporti con gli altri Paesi.

Il difficile percorso verso la trasparenza
La crisi esplosa nel 2008, i cui effetti si sono manifestati per lunghissimo tempo, ha creato pesanti difficoltà all’impresa privata, al bilancio dello Stato, alle banche, generando una consistente riduzione del reddito delle famiglie e producendo disoccupazione.
Il recupero della credibilità internazionale non poteva che passare attraverso il riposizionamento della Repubblica nell’ambito delle relazioni multilaterali e bilaterali.
La scelta della trasparenza è stata in un primo tempo obbligata dall’incalzare delle pressioni internazionali, ma poi sempre più convinta, tanto che il Consiglio Grande e Generale ha manifestato il primo vero segno della nuova direzione con l’approvazione dell’ordine del giorno che acquisiva unilateralmente lo scambio di informazioni con l’Italia.
Il nuovo corso ha evitato l’errore di trasformare la Repubblica in un paradiso fiscale a sovranità limitata, ben sapendo che la trasparenza prima e l’avvio del percorso di associazione con l’Unione Europea poi, avrebbero generato ulteriori criticità per il sistema economico, che vedeva spegnersi i motori dello sviluppo fittizio cui era stato abituato.
In questi anni molto è stato fatto per rendere il Paese sempre più compatibile con gli standard internazionali e una fortissima accelerazione è dovuta alla decisione di adottare per primi lo scambio automatico delle informazioni, alla approvazione della nuova legge tributaria e alla nuova governance di Banca Centrale.

Prospettive e nuovi scenari
Se sul fronte delle relazioni internazionali San Marino sta riconquistando credibilità e fiducia, la trasformazione dell’economia ha contribuito a rendere più dura la crisi e più difficile la ripresa. In particolare due motori del sistema reale, il sistema finanziario pubblico e privato, non sono in grado di sostenere lo sviluppo, sono infatti tuttora impegnati in politiche di spendig review tese al risanamento dei bilanci.
Il nuovo quadro però consente di pensare a politiche di prospettiva, accoglienti per gli investimenti esteri, affinché la presenza della Repubblica nelle white list porti risultati positivi per l’economia di San Marino.
Obiettivi dei Riformisti sono la necessità di tendere verso la piena occupazione, di attrarre investitori esteri solidi, di sostenere l’imprenditoria locale, secondo un piano sinergico in cui gli attori principali (Stato, lavoratori, sistema finanziario, imprese, professionisti, organizzazioni sociali) lavorino nel reciproco rispetto e con le medesime finalità.
Il rapporto fra San Marino e l’Italia è sicuramente strategico, ma l’apertura verso l’Europa e il resto del mondo potrà offrire la possibilità di crescere e creare opportunità per il nostro Paese, soprattutto se questa politica sarà associata ad un progetto di sviluppo che comprenda una serie di riforme collegate fra loro (Imposta Generale sui Consumi, legge sulle residenze e permessi di soggiorno, una vasta opera di sburocratizzazione dello Stato e dei suoi rapporti con l’impresa).
Solo importanti politiche culturali, sostenute da significativi investimenti e basate sulla capacità progettuale dei cittadini, consentiranno a San Marino di diventare attrattiva in ambito turistico favorendo le condizioni affinché le future generazioni siano pronte per affrontare e vincere le sfide in ambito nazionale ed internazionale.
Tutto ciò unito a una programmazione territoriale lungimirante, che punti alla riqualificazione dell’esistente e orientata ai principi della “Carta di Milano” e al patto sottoscritto nel corso della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici svoltasi a Parigi l’ottobre scorso, con l’obiettivo di un Paese a rifiuti e emissioni zero ed orientato alla green economy, unico vero settore oggi in espansione.
I Riformisti intendono tutelare con forza i grandi valori del sistema scolastico, del sistema sanitario e socio-sanitario di tipo universale: ogni cittadino e residente deve continuare ad avere accesso ai servizi primari, come l’istruzione e l’assistenza sanitaria, in modo gratuito, e deve poter partecipare al loro costante miglioramento.
I Riformisti credono e lavorano per la chiarezza delle normative, per la trasparenza degli atti, per la lotta alla corruzione a tutti i livelli e per la certezza del diritto e per la distribuzione equa delle risorse.
Le politiche di rilancio del settore finanziario devono essere finalizzate alla ripresa nell’ambito del bene comune, combattendo le speculazioni, contrastando le concentrazioni di potere economico e decisionale e attenendosi strettamente alle regole imposte dalle buone relazioni internazionali.

Dal Tavolo Riformista all’organizzazione politica di tutti i Riformisti
Noi crediamo in una società più equa, in cui il PIL non sia il solo indicatore di riferimento, ma si dia importanza alla persona, alla qualità della vita e delle relazioni.
La sinistra è apertura, confronto, cambiamento, giustizia sociale, solidarietà, diritti, pari opportunità e libertà. Il nostro obiettivo è di unire forze, persone, idee, per concretizzare insieme i valori della sinistra democratica e riformista, proiettati nel nuovo millennio, con una consapevolezza ecologica profonda.
Abbiamo l’ambizione di costruire una forza politica unitaria e maggioritaria, ancorata ai principi del Partito Socialista Europeo e dell’Internazionale Socialista; un progetto di centrosinistra, nel quadro di un moderno sistema dell’alternanza democratica, in linea con la vigente legge elettorale.
È un progetto aperto che intende coagulare tutte le tradizioni politiche e culturali riformatrici e che agisce per mobilitare le energie migliori e i valori più nobili per rimettere il Paese in cammino.
Siamo chiamati a contribuire alla costruzione di un mondo nuovo, cominciando dal nostro Paese, al quale indirizziamo le nostre risorse e il nostro più grande impegno.

Nota Metodologica
Vogliamo porre l’accento sul percorso che ha portato all’elaborazione di questo documento, al lavoro di quattro gruppi di persone che hanno analizzato e proposto soluzioni per vari ambiti che interessano la nostra Repubblica e quindi all’analisi seguita, dal contesto internazionale a quello locale.
Sottolineiamo il fatto importantissimo di aver cominciato a misurarci e a lavorare insieme, superando diffidenze e timori iniziali e dimostrando che è possibile lasciare la frammentazione della sinistra sammarinese alle spalle per un progetto di futuro concreto e coraggioso.
Il percorso fatto in questi 6 mesi dal Tavolo Riformista ha portato alla costruzione di un documento di lavoro che delinea l’orizzonte di San Marino nei prossimi anni.
I quattro gruppi hanno approfondito le tematiche, dalle Istituzioni alla politica estera, dall’economia e la finanza al territorio, passando per la sanità e lo stato sociale, facendo un’analisi approfondita delle dinamiche interne ed esterne a San Marino; infatti, un progetto politico che ha la volontà di fare la differenza ed essere lungimirante, non può esimersi da un’analisi su più livelli e di una programmazione a medio e lungo periodo.
Il documento di lavoro propone delle linee guida da seguire, un orizzonte temporale - e soprattutto politico - e al tempo stesso aperto a chi lo condivida lo voglia arricchire.
Come ogni progetto e, soprattutto, in questo tempo in cui la politica, anche a San Marino, ha fatto conoscere il suo lato peggiore, la differenza la faranno le persone.
Presentiamo oggi una serie di idee e temi che costituiscono la cornice del progetto complessivo, per l’elaborazione del quale apriamo il confronto con chi si riconosce nei documenti prodotti dai gruppi in questa prima fase di lavoro.

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